Come coltivare le patate con il metodo biologico?

Hai deciso di coltivare le patate con il metodo biologico?  Stai leggendo l’articolo giusto. Il metodo biologico può dare ottime soddisfazioni!

La coltivazione della patata è molto semplice da gestire con il metodo biologico, potendo controllare i parassiti con gli antiparassitari ammessi e le erbe infestanti con la sarchiatura e la rincalzatura. Bisogna però rispettare le regole di una buona conduzione agronomica.

 

Quale patata seminare?

Prima di iniziare, bisogna scegliere quale varietà di patata seminare. Le cultivar di patata sono tantissime, ma è sempre meglio scegliere quelle che più si adattano alla nostra zona di appartenenza.

Nel nostro negozio troverai:

  • Desiree
    Patata dai tuberi ovali molto allungati a ciclo di maturazione medio tardivo. Il tubero di forma ovale allungato è di dimensione medio grande. La pasta è giallo paglierina.
  • Lisetta
    Varietà a pasta gialla, a maturazione medio-precoce. Buona regolarità di pezzatura, adatta per i terreni di medio impasto.
  • Marabel
    Si presenta con una forma tonda-ovale, una buccia irregolare e un colore giallo intenso. Pasta giallo chiara. Tuberi con forma ovale e dalla pezzatura medio grossa.
  • Ostara
    Maturazione precoce – semiprecoce, si presenta con una forma tonda-ovale, buccia irregolare e un colore giallo, mentre la pasta assume un colore giallo chiaro.
  • Spunta
    Pianta dai tuberi molto allungati, dalla buccia chiara e liscia e dalla psta paglierina. la maturazione è semiprecoce.
  • Magenta Love
    Varietà originale rustica e tardiva, di forma allungata con la pelle e la polpa rossa. Si distingue per la sua consistenza morbida, rosso al centro e giallo sulla parte esterna.
  • Monalisa
    Patata dai tuberi molto grandi, buccia e polpa gialla. La maturazione è semiprecoce.
  • Blue Star
    Caratterizzata da un ciclo di maturazione medio precoce, questa patata ha forma ovale, polpa e pelle di colore bluastro. La coltivazione di questa patata richiede un terreno leggero e profondo, senza umidità in eccesso. Ogni anno occorre modificare lo spazio rigenerando il terreno.

 

Clima e terreno adatto

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Per quanto riguarda il clima, la patata si adatta a diversi climi ma soffre temperature inferiori ai 7°C e superiori ai 25°C. I valori ottimali sono 15°C in fase di germogliazione, 18-20°C in fioritura e maturazione.
I terreni più indicati sono quelli tendenzialmente sciolti o di medio impasto, sono invece da evitare terreni soggetti a ristagni idrici; il ph ideale è compreso tra 6-6,5.

 

Importanza della rotazione

Le rotazioni nella coltivazione della patata sono molto importanti perché si prefigge il mantenimento e/o il miglioramento della fertilità del suolo destinato alla coltivazione, garantendo una migliore produttività del terreno.
Nell’orto la patata diventa un cardine nelle rotazioni incentrate su cucurbitacee (soprattutto melone, zucchino e zucca) ma può seguire fagiolino, cipolla e in determinate condizioni può essere assolutamente opportuno, per ottimizzare la sua coltivazione, l’inserimento di un erbaio da sovescio nella rotazione.
Le colture favorevoli, precedenti alla patata, sono: cavoli, fagiolo, fagiolino, piselli, melone, zucchino, zucca, cipolla. Sono invece sfavorevoli le colture di: pomodoro, peperone, melanzana.

 

La concimazione pre-impianto

La pianta della patata è molto esigente in fatto di nutrizione pertanto si consiglia di curare particolarmente la fertilità e la struttura del suolo con apporti di letame o compost. Secondo la tecnica biologica si prediligono ammendanti quali compost (dose 10-20 kg per 10 metri quadri) e letame. Come letame si può usare pollina o stallatico (dose 4-7 kg per 10 metri quadri). L’apporto di sostanza organica è particolarmente efficace in quanto:

  • migliora la struttura del terreno,
  • aumenta la sua capacità idrica,
  • favorisce la mobilizzazione e l’utilizzo di elementi come fosforo e potassio.

 

Preparazione del terreno e semina

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In agricoltura biologica, quando è possibile, sono preferibili lavorazioni superficiali che possano favorire il mantenimento e l’accrescimento della sostanza organica del terreno. Per tale motivo, si consigliano lavorazioni che non superino i 25-30 cm di profondità. Solo se il terreno soffre di ristagni idrici si può effettuare una lavorazione più profonda tale da permettere un buon drenaggio dell’acqua. L’apparato radicale della patata è piuttosto superficiale per cui è sufficiente una vangatura.

Il periodo di semina della patata è molto lungo, varia in base alla zona dove abitiamo e in base alla varietà colturale prescelta. Al Centro-Nord potremo piantarla da febbraio a giugno, mentre nelle zone più calde del Sud dovremo sfruttare i mesi più freschi e piantarla da settembre a dicembre. Se abitiamo vicino al mare si può seminare anche in febbraio, in montagna invece bisogna slittare di qualche mese per evitare che la temperatura del suolo sia inferiore ai 7°.

Per una gestione manuale e con zappe la distanza tra file è di 80 cm, mentre lungo la fila i tuberi sono posti a 20-30 cm di distanza. La quantità di seme necessaria varia da 1 a 2-2,5 kg per 10 metri quadri (le quantità maggiori sono legate alla scelta di seminare tuberi interi).

 

Operazioni colturali e concimazione di copertura

Quando la fila dei germogli è ben visibile bisogna effettuare la sarchiatura tra le file per eliminare le erbe infestanti e la crosta superficiale. successivamente si effettua la rincalzatura per favorire la formazione dei tuberi (tuberificazione) .
Per quanto riguarda la concimazione di copertura, l’azoto è l’elemento che influenza maggiormente lo sviluppo dei tuberi ed influisce sulla concentrazione degli zuccheri e sulla presenza di sostanza secca del tubero aumentandola.

In agricoltura biologica si possono impiegare pollina o altri prodotti di origine animale. la concimazione deve essere effettuata dopo il germogliamento, ma entro la fine della fioritura, con apporti di pollina frazionati in 2-3 interventi, per ognuno dei quali si impiegano 0,5-0,8 kg per 10 metri quadrati.

 

Gli stress idrici

La fase più delicata è quella di ingrossamento dei tuberi (dai 20 giorni che precedono ai 20 giorni che seguono la fioritura). Si consigliano irrigazioni superficiali brevi ma frequenti. Sono da evitare interventi tardivi che possono produrre l’insorgenza di marciumi e una maggiore incidenza dei danni da elateridi.