L’oidio o mal bianco cos’è e come trattarlo?

L’oidio, conosciuto più comunemente come mal bianco, si sviluppa soprattutto in presenza di condizioni climatiche umide, mediamente calde e in caso di scarsa aerazione. La malattia si manifesta con una infiorescenza del micelio (fungo), riscontrabile come pulviscolo biancastro con parziale decolorazione della foglia. In corrispondenza di queste zone la foglia prima ingiallisce, poi si necrotizza (diventa secca); talvolta l’oidio si può manifestare con piccole perforazioni circolari della pagina fogliare.

Il mal bianco colpisce molte piante assai diverse tra loro: ne sono affette infatti le querce, le rose, la vite, il melo, il pesco e molte altre. I danni arrecati possono consistere in un rallentamento della crescita o nella perdita del raccolto (es. nella vite).

L’oidio è una patologia difficile da combattere, vista la resistenza del fungo ai trattamenti sia chimici che biologici. In caso di infezione estesa potrebbe essere necessario eliminare e sradicare l’intera pianta, o peggio, l’intera coltura. Per questo motivo conviene fare di tutto per evitare che la malattia si manifesti. Di solito, impedire la comparsa dell’oidio è possibile ricorrendo a valide ed efficaci strategie preventive. Queste si possono applicare sia per le colture che per le piante ornamentali.

Un buon rimedio preventivo può essere quello di posizionare la pianta colpita in una zona ben ventilata o praticare potature atte a ben illuminare ed aerare ogni parte della chioma. Qualora ciò non fosse possibile si consiglia in primo luogo di evitare annaffiature nelle ore serali nei periodi con temperature medie. Si ricorre poi solitamente all’utilizzo ripetuto di prodotti antioidici.

Si possono utilizzare prodotti rameici (solfato di rame e poltiglia bordolese) in copertura soprattutto in via preventiva trattando in inverno per eliminare le spore e prevenire l’insorgere della malattia. Oppure si possono usare prodotti chimici a base per esempio di Penconazolo come Topas 10 EC. Questi prodotti hanno il vantaggio di essere sistemici, vengono cioè assorbiti dalla pianta e dislocati in tutto il suo corpo.  Visita la categoria agrofarmaci antioidici e scopri tutte le soluzioni per il trattamento contro l’oidio. Ricorda di controllare se i prodotti di cui necessiti si possono acquistare liberamente o è richiesto il patentino verde.

Se pratichi agricoltura biologica Agripiù ti propone anche la linea di difesa a base di sostanze naturali. Come prevenzione puoi utilizzare lo zolfo, oppure AQ 10 WG, a base di ampelomyces quisqualis un antagonista specifico nei confronti di varie specie di oidio, presente in natura e non manipolato geneticamente. Le spore di Ampelomyces quisqualis distribuite con il trattamento, entrano in contatto con il micelio dell’oidio e, in presenza di un’elevata umidità, germinano originando un tubetto che penetra nel micelio della crittogama sviluppandosi poi a spese dell’oidio medesimo.

Per il trattamento dell’oidio sulla vite consigliamo di alternare zolfo e ampelomyces quisqualis. Un eccesso di  zolfo potrebbe causare fitotossicità nei confronti dei giovani tralci, soprattutto in coincidenza delle alte temperature estive. Può interferire inoltre sul processo di fermentazione, soprattutto nel caso di vitigni bianchi precoci.

La difesa può essere iniziata con Ampelomyces fino alla prefioritura: a basse temperature, infatti, lo zolfo risulta inattivo. Lo zolfo può essere usato fino alla chiusura del grappolo, tenendo conto delle condizioni ambientali e della suscettibilità dei diversi vitigni all’oidio. A partire dalla chiusura del grappolo, è consigliabile intervenire nuovamente con Ampelomyces quisqualis, per evitare ogni interferenza dei residui di zolfo sulla fermentazione e sul vino. L’uso dell’Ampelomyces in post-vendemmia, infine, consente una parassitizzazione delle forme svernanti dell’oidio.