Vitigno d’origine spagnola sicuramente della catalogna o dell’Aragona, il grenache è di antichissima tradizione nelle aree viticole mediterranee. Con circa 200.000 ettari, è il vitigno con la maggiore superficie vitata nel mondo.
Attitudini colturali:
Il grenache è un vitigno vigoroso, a porto eretto, resistente al vento. È perfettamente adattato ai terroir più magri e più siccitosi. È condotto soprattutto in alberello o a cordone speronato, con una potatura corta a due speroni. È necessario potarlo corto per controllarne il vigore.
Il grenache ha grandi grappoli, troncoconici, alati, compatti. Gli acini sono di dimensione media con una buccia abbastanza spessa e abbondante succo. È tardivo ma con un germogliamento abbastanza precoce. Il suo portamento è eretto e i suoi tralci vigorosi, generalmente potati corti, gli permettono di resistere ai venti violenti e alla siccità. Il grenache è poco colpito dall’oidio (frequente nel bacino mediterraneo), ma è sensibile alla colatura e agli attacchi batterici. Questi grappoli compatti e fitti favoriscono lo sviluppo della peronospora e della muffa grigia. È quindi più adatto ai climi mediterranei, poco umidi. Produce delle rese molto variabili da 20 hl/ha a 80 hl/ha in terreno fertile e con potatura lunga.
Profilo aromatico:
Il grenache Noir dà vini ricchi in alcool, con una scarsa acidità; e quindi una piacevole rotondità, una bella intensità aromatica (frutta nera molto matura, prugne), ma soprattutto una bella struttura per ottenere un grande potenziale d’affinamento. Il suo colore dipende dalla resa. È spesso assemblato con la Syrah, il Carignano o il Mourvedre.
Vinificato in vino dolce naturale, il Grenache, grazie alla sua ossidazione, conferisce una potente intensità aromatica con note speziate (cacao, caffè, caramello) e di frutta secca (noce, fico, uva passa).